Sparate sul pianista

Lo psicanalista che frequento nei miei sogni mi chiede cosa faccio nella realtà.

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Sandro Veronesi è lo scrittore toscano dell’anno

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Il riconoscimento è stato assegnato allo scrittore a Firenze, nel corso della cerimonia di premiazione ospitata dal Consiglio Regionale della Toscana

Toscana, 13 dicembre 2007 - Sandro Veronesi (nella foto) è lo scrittore toscano dell’anno: il riconoscimento gli è stato assegnato oggi a Firenze, nel corso della cerimonia di premiazione ospitata dal Consiglio Regionale della Toscana.

Veronesi ha vinto con il suo recente ‘Brucia Troia’; il premio alla carriera è stato vinto da Rodolfo Turco Doni; un premio speciale è andato invece al magistrato Piero Luigi Vigna, per ‘Intervista con la legge.
Sicurezza e legalità: confronto con gli studenti universitari’.

Secondo Riccardo Nencini, presidente del Consiglio Regionale, “il 2007 è stato un anno importante per i libri in Toscana, ed anche nella nostra assemblea, per il Palazzo aperto dedicato alle piccole e medie case editrici, per il rapporto con l’Accademia della Crusca e per questo premio”. Lo stesso Nencini ha ricevuto un ‘Premio speciale straordinario’ per il suo ‘Morirò in piedi’, dedicato a Oriana Fallaci.

FONTE: QN-La Nazione  Firenze

Written by Alberto Tonelli

Dicembre 15th, 2007 at 4:29 pm

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LEGGERE LIBRI? E’ TEMPO SPRECATO

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2007-10-05 19:04
LEGGERE LIBRI? E’ TEMPO SPRECATO

(di Paolo Petroni).
ROMA- Per il 61% degli italiani che non leggono mai, nemmeno un libro l’anno
(il 62% del totale della popolazione sopra i 15 anni, 48 milioni di
persone), leggere è uno spreco di tempo: alla domanda perché non lo fa, il
12% risponde letteralmente è tempo sprecato, il 16 che è tempo sottratto a
cose più divertenti, il 33 che è tempo in cui si può fare altro. Sono dati
nuovi, che escono dalla rilevazione biennale della Ipsos per la Mondadori
sulla lettura e l’acquisto di libri, presentata oggi a Roma da Gian Arturo
Ferrari, direttore generale della divisione libri. “Esce un quadro che è
drammatico per il paese e più che buono per quanti vivono dell’industria del
libro”, dichiara Ferrari, sottolineando il paradosso di un paese in cui una
stragrande maggioranza non legge proprio, il numero dei lettori é in
diminuzione, ma resta il sesto mercato editoriale del mondo, perché invece
aumentano i suoi acquirenti con buona istruzione e buon reddito, passando da
27 a 29 milioni di persone.

L’aumento maggiore riguarda il centro Italia, perché Roma è divenuta la
città dove si comprano più libri in assoluto, “probabilmente grazie anche
alla vivacità culturale che ha caratterizzato gli ultimi anni” “Dal punto di
vista economico - spiega Ferrari - noi potremmo quindi non interessarci del
problema, ma è gravissimo per un paese che, ad abbandonare la lettura (-8%
rispetto al 2003), siano i ceti più svantaggiati (meno reddito, meno
istruzione, del sud), aumentando la forbice sociale. C’e bisogno di una vera
campagna di promozione della lettura mirata ai non lettori: non si devono
più inseguire quelli che vanno alla fiera di Torino o a Mantova, ma quelli
che dal libro si allontana sempre di più e vanno sparendo all’orizzonte”. A
questo proposito si nota che il 20% di chi non legge non lo fa perché gli
ricorda la scuola: “Su questo bisogna riflettere, assieme al fatto che un
altro 14% lo trova troppo impegnativo e faticoso. Negli altri paesi avanzati
dell’Eu la scuola non ha una tale influenza negativa”, dice sempre il
manager Mondadori, aggiungendo: “Basterebbe, ogni anno, il contributo dello
stato per la realizzazione di un solo film, per intraprendere una campagna
seria quinquennale di promozione della lettura in quel settore, che darebbe
frutti sicuri”. Concorda su questo Luciano Scala, direttore generale del
Ministero dei beni culturali, mentre il sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio, Ricardo Franco Levi, con delega per l’editoria, si è scusato di
andarsene senza intervenire nel merito: “Preferisco parlare quando ho
qualcosa di certo da dire”. I confronti della ricerca 2007 vengono fatti con
quella del 2003, perché l’altra intermedia, del 2005, che dava una vistosa
crescita dei lettori italiani (46% rispetto al 39 e al 38 attuale), era
falsata da due fatti contingenti: lo straordinario successo, al di là di
qualsiasi lettore abituale, del Codice da Vinci e il boom dei libri allegati
ai quotidiani. Col ritorno alla normalità, si vede invece che vi è una
leggera flessione. Quanto ai lettori, dall sondaggio Ipsos-Mondadori escono
alcune curiosità. A influenzare un acquisto è soprattutto il passaparola
(che arriva a condizionare il 40% dei lettori deboli quelli che leggono da 1
a 5 libri l’anno, 79% del totale), mentre i lettori medi e forti (da 6 a
oltre 20 libri l’anno, il restante 21% del totale) si dicono al 33%
influenzati dalle visite in libreria e al 20% dalle recensioni, mentre
pubblicità e apparizioni tv hanno un’influenza quasi irrilevante, inferiore
al 5%. “Certo bisogna tener conto che il sondaggio si basa su risposte, non
su dati si fatto, e quindi ci può essere un margine di approssimazione e
magari di atteggiamento”, ricorda Ferrari, sottolineando che alla domanda
perché legge? Il 79% risponde con un vago per rilassarmi, e sono al met�
quelli che dicono di farlo anche per pensare, crescere e informarsi. C’e poi
un 19% (principalmente donne) che aggiunge di farlo per sognare e un 13% per
vivere altre vite.
FONTE:

http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_94681416.html

Written by Alberto Tonelli

Ottobre 6th, 2007 at 7:12 pm

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