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Jody ha il coltello dalla parte del manico - Richard Yates
Il suo sguarda inquieto sembrava esaminare a una a una tutte le nostre facce. Poi prese a parlare con una voce pacata come mai l’avevamo sentito: “Da domani non vi vedrò più, ragazzi. Sono stato trasferito. C’é una cosa di cui potete stare sempre certi nell’esercito, ed è che se trovate qualcosa di buono, un lavoro che vi piace, vi fanno muovere il culo da un’altra parte”
Undici solitudini
Richard Yates
minimum fax 2006
Maledetta Amélie Nothomb
Che tu sia maledetta in eterno nei secoli dei secoli.
AMEN.
La lettura di ogni tuo romanzo mi squarcia l’anima e mi obbliga a guardarmi dentro
e rendermi conto di quanto sia ridicolo, stupido e maledettamente fuori da questo mondo.
A volte penso di leggere tante mie piccole autobiografie,
Ci conosciamo Amèlie ? oppure ci siamo incontrati in un’altra vita ?
Chi sono ?
io sono Palamède Bernardin
io sono Prétextat Tach
io sono Jèrome Angust e Texor Texel
io sono Urbano
io sono IO
e voi non siete un CAZZO
Sun Tzu, “L’arte della guerra”
La configurazione tattica eccellente, dal punto di vista strategico,
consiste nell’essere privi di configurazione tattica, ossia nella
condizione “senza forma”. Quando si e’ senza forma, neanche gli agenti
segreti piu’ profondi sono in grado di spiarci, ne’ gli uomini piu’
intelligenti di tramare progetti.
Potrebbe essere un idea per gestire alcune situazioni da cui non riesco
a venirne fuori.
Come ci si innamora ?

Cara Capra
come ci si innamora? Si casca? Si inciampa, si perde l’equilibrio e si cade sul marciapiedi, sbucciandosi un ginocchio, sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra, sui sassi? O è come rimanere sospesi oltre l’orlo di un precipizio, per sempre? So che ti amo quando ti vedo, lo so quando ho voglia di vederti. Non un muscolo si è mosso. Nessuna brezza
agita le foglie. L’aria è ferma. Ho cominciato ad amarti senza fare un solo passo. Senza neanche un battito di ciglia. Non so neppure quando è successo.
Sto bruciando. E’ troppo banale per te? No, e lo sai. Vedrai. E’ quello che capita, è quello che importa.
Sto bruciando.
Non mangio più, mi dimentico di mangiare, mi sembra una cosa sciocca, che non c’entra. Se ci bado. Ma non bado a niente. I miei pensieri straripano furiosi, una casa piena di fratelli, legati dal sangue che si dilaniano in una faida:
“Mi sto innamorando”
“Tipica scelta stupida”
“Eppure….. l’amore mi tormenta come fosse dolore”
“Sì, continua così, manda a puttane la tua vita. E’ tutto sbagliato e lo sai. Svegliati. Guarda le cose in faccia”.
“C’è una faccia sola, l’unica che vedo, quando dormo e quando non dormo”.
Stanotte ho buttato il libro dalla finestra. Ho
provato a dimenticare. Tu non vai bene per me, lo so, ma quello che penso non mi interessa più, a meno che non pensi a te. Quando sono accanto a te, davanti a
te, sento i tuoi capelli che mi sfiorano la guancia anche se non è vero. Qualche volta guardo altrove. Poi ti guardo di nuovo.
Quando mi allaccio le scarpe, quando sbuccio
un’arancia, quando guido la macchina, quando vado a dormire ogni notte senza di te, io restocome sempre
Montone
Tratto da: “La lettera d’amore” di Cathleen Schine.
Edward Morgan Forster, “Monteriano
“Niente affatto. Combatta come se pensasse che noi abbiamo torto.
Oh, a che serve tutto il suo equilibrio di giudizio se non decide
mai con la sua testa? Chiunque l’afferra e le fa fare quello che
vuole. E lei vede dentro di loro e ne ride… ma lo fa. Non basta
avere le idee chiare; io ho la testa confusa e stupida, e non valgo
la quarta parte di lei, ma ho cercato di fare quello che al momento
mi e’ sembrato giusto. E lei… il suo cervello e il suo intuito
sono splendidi. Ma quando vede quello che e’ giusto, e’ troppo indolente
per farlo. Una volta mi disse che saremo giudicati per le nostre
intenzioni, non per quello che abbiamo effettivamente fatto. Mi
e’ sembrata un’osservazione splendida. Ma dobbiamo avere l’intenzione
di fare… non starcene seduti su una sedia con le nostre intenzioni.”
‘Lei e’ meravigliosa!’ egli disse gravemente.”
Tommaso Landolfi, “Rien va”
“Quando la bambina M. aborti’, la trovai un giorno che si strizzava
una mammella e contemplava piangendo le poche gocce di latte non
ancora addensato, assai simili alle sue lacrime. E’ atroce e dolce,
ora che ella e’ madre davvero.
Vi e’ forse qualcosa di piu’ ignobile della democrazia? Sarebbe
bello dire perche’, e probabilmente non si farebbe che ripetere
argomenti abusati. Quante cose non si fanno o pensano per debolezza
di spirito! C’e’ perfino caso di attribuire consistenza a cio’ che
manifestamente non consiste ne’ esiste.
La bambina M. verra’ finalmente tra pochi giorni colla bambina
piccina sua figlia (e mia!): la notizia mi ha dapprima riempito
di giubilo, subito dopo di malinconia. Perche’? Bisognerebbe forse
sapere chi e’ M. Riusciro’, qui almeno, a non scegliere le parole?
Finora sembra di si.”
Antenna di Randy Taguchi- Lain
“Naomi” doveva essere per forza un nome fittizio, che questa donna
usava soltanto per il suo lavoro. Sarebbe andato bene se avessi chiesto
semplicemente:”C’e’ Naomi per favore?”. Non avevo mai telefonato a un
posto del genere, percio’ ero piuttosto agitato. Mi chiedevo che tipo
di donna potesse mai essere una mistress. Non riuscivo proprio a
immaginare come potesse essere nella realta’ una persona cosi’, di cui
conoscevo qualcosa solo attraverso le immagini stereotipate di film
e video. Il sadomasochismo m’incuriosiva non come comportamento fine
a se stesso, ma soprattutto per il tipo di relazione che implicava.
In poche parole, volevo capire quali erano precisamente il nesso e
il tipo di “comunicazione” esistenti fra individui con tendenze sadiche
e altri con tendenze masochistiche, nonche’ le differenze che c’erano
fra costoro e noialtri. Volevo scoprire quale fosse il senso alla
base di una comunicazione basata sul dolore fisico e mentale.”
LETTURE CONFUSE
“Accendo la radio a tutto volume. Le strade sono completamente
vuote e posso andare forte. Arrivo a un semaforo rosso e mi viene
la tentazione di passare lo stesso ma poi mi fermo perche’ vedo un
cartellone pubblicitario che non ricordo di aver mai visto prima e
voglio guardarlo bene. Dice solo <<Sparire Qui>> e anche se probabilmente
e’ soltanto la pubblicita’ di qualche villaggio vacanze, quella scritta
mi fa sballare, cosi’ picchio sull’accelleratore e la macchina schizza
via stridendo oltre il semaforo. Mi metto gli occhiali da sole anche
se fuori e’ ancora quasi buio e continuo a guardare nello specchietto
retrovisore, con la strana sensazione che qualcuno mi stia seguendo.
Arrivo a un altro semaforo e solo allora mi accorgo di aver dimenticato
la sciarpa di Blair; l’ho dimenticata da Griffin”.
(”Au Sable” da “Misfatti. Racconti di trasgressione.” di Joyce Carol
Oates - Tascabili Bompiani - 2007)
Cronache del Rum”, Hunter Thompson - Baldini Castoldi Dalai, 2007
"Come quasi tutti, ero un arrivista, un tarantolato, uno scontento cronico e spesso e volentieri un attabrighe idiota. Non ero abbastanza pigro per stare a riflettere, ma credevo che in qualche modo il mio istinto avesse ragione. A volte condividevo il loro ottimismo, che alcuni di noi avrebbero fatto carriera, che in fondo avessimo imboccato la retta via, e che i migliori sarebbero cartamente arrivati in cima. Allo stesso tempo, provavo l'oscuro presentimento che la vita che facevamo fosse una causa persa, che non facessimo altro che recitare, prendendoci per il culo a vicenda in un'odissea senza senso. Era la tensione tra questi due poli - un idealismo inquieto da un lato e l'incombere di un destino tragico dall'altro - che mi dava la carica."
Letture confuse
"Allora giro da solo e penso che stare lontani ti toglie qualcosa dentro, come se i tuoi riflessi si fossero appannati, come se la mente abituata a quell'io, tu, alle cose elementari abbia perso allenamento. vado in biblioteca e provo a leggere un giornale. Metto insieme le parole, cerco il senso, poi mi stufo di cercarlo e ne invento uno io." (Emidio Clementi - L'ultimo Dio - Fazi Tascabili 2004)
