Per tutta la vita ho creduto di avanzare verso qualcosa di buono. Che esistesse un significato. Nelle sfighe, nella casa pseudo-adottiva, a scuola, nei viaggi, e adesso sul lavoro, mi sono sempre portato dietro la sensazione di lottare verso una specie di conoscienza dei miei scopi. Perché sono convinto che in me ci sia qualcosa di buovo, di valido. E’ l’attesa ad essere dura. L’attesa mi lascia spesso un senso di vuoto nell’anima.E penso che la gente vedendomi si accorga del mio vuoto. Ho imparato a colmare quel vuoto con l’isolamento e il lavoro. A volte con un bevuta, a volte con l’ascolto di un bel disco-
Ma in nessun caso, se non raramente, con una persona. Non ha mai lasciato entrare nessuno fino in fondo.
Ora invece penso di aver visto gli occhi di lei.
I suoi veri occhi …
… e mi chiedo se possa esser lei quella a colmare questo vuoto.
